Inferno come Realtà

Parlare dell’inferno come realtà concreta e materiale, potrebbe attirare strali di lamenti e ondate di panico collettivo.
“Bene!” – dirà il soldato di Cristo – “è molto bene spaventare i ragazzi con le cose giuste!”.
Giusto, rispondo io, ma bisogna vedere come se ne parla. Se non se ne parla bene, c’è il rischio che ne se ne parli male, passando per stupidi bigotti e facendo scappare i pochi fedeli rimasti!

Senza una adeguata preparazione, prediche di tal fatta divulgherebbero messaggi troppo catastrofici, poco “evangeli gaudium“…dopotutto Cristo è venuto a vincere la morte e a donare al mondo l’allegrezza dello Spirito Santo! Ma non tutto deve necessariamente muovere al riso.

 

“Molte cose ho ancora da dirvi,
ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”
(Gv 16, 12)

 

Molti teologi e preti moderni – in ossequio al cattolicesimo “neo-illuminista” tipico dell’Occidente colto ed istruito – tendono a sviluppare il concetto di “diavolo-concetto” o di “diavolo-nella-nostra-coscienza” – metafora della libido e finanche della stessa passione per la vita – piuttosto che quello di “diavolo-persona-realmente-esistente-priva-delle-migliori-intenzioni-nei-nostri-riguardi”, lavorando così più come psicologi e letterati che come preti e mistici!
Ma se il demonio sta nella coscienza, ecco allora che anche Dio sta nella coscienza! Quindi, nessuno dei due esiste “davvero”. E La fede giunge per questa via ad un’aporia mortale.

Urge una puntualizzazione.

Non è detto che una cosa che sta nella “coscienza”, non esiste! Riconsideriamo la cognizione scientifica che abbiamo del “mondo“.

 

Il “mondo”

….esiste il mondo materiale, ma esiste anche quello spirituale, che è un riflesso esatto di quello che esiste nelle “coscienze” degli uomini, o meglio, le coscienze degli uomini sono un riflesso esatto del mondo spirituale da essi abitato.
Finchè stanno sulla terra (in una specie di test o “prova” od “occasione mortale dell’anima immortale“) possono passare da un “mondo” (coscienza) all’altro.
Infatti ogni anima umana ha nel cosmo una propria “casa naturale”, dalla quale affacciarsi fra il suo eterno passato e il suo eterno futuro. Poi lascia questa sua dimora divina ed entra nella carne dove sarà finalmente libera di “volare” nell’universo, pur sempre allacciata ad un determinato pianeta.
Quando le coscienze “muoiono”, termina il loro intimo peregrinare e dovranno ormeggiare per sempre nel mondo spirituale che in vita, con le loro azioni, si sono scelti.
Dunque si, a volte può bastare dire che “Dio e Diavolo esistono solo nella coscienza“, quando s’intende “La Coscienza” come qualcosa di molto più vasto, potente e reale del caffè che prendiamo ogni mattina.
Nella Coscienza Universale nicchie note come “paradiso” ed “inferno” possono assomigliare a realtà del tutto materiali, quando vissute da anime di valore omogeneo a queste realtà.

 

Ho buoni motivi per ritenere che questo concetto sia troppo complicato e non sarà compreso dai più. Così concluderò questa pagina dedicata all’inferno, con qualche aneddoto più facile da assimilare.

Uno degli esempi di donna cattolica più belli che abbia mai incontrato, era perfetto ma vedeva il demonio o segni della presenza demoniaca in molte persone, tanto da allungare di un kilometro la strada per ritornare a casa (pur di non passare tra i quartieri cinesi), e tanto da non comprare gelati artigianali – di quelli preparati dalle gelaterie di strada – perchè, diceva, “i gelatai sono spesso musulmani e i musulmani sputano sul cibo preparato per i cristiani”!
Il secondo migliore esempio di cattolicesimo vissuto con integralità – cosa rara in questi tempi assolutamente anticlericali 
– l’ho visto in un uomo che costringeva moglie e figli piccoli alla recita quotidiana del breviario, i quali però di questo soffrivano visibilmente.
Quindi è senz’altro vero che…

ll “demonio” esiste!

Firma finta per nac3

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