Genealogia dell’illuminazione

“Non accontentarti dell’orizzonte, ricerca l’infinito”.

 

Questo è il decreto che ha fatto eco nelle coscienze, e allora gli uomini di mezzo mondo sono partiti alla ricerca della ‘Illuminazione’.

Come? Leggendo libri. Questo nel caso migliore. Nel caso peggiore “IO DEVO SAPERE!” si è trasformato in “io devo accendere la tv!”, certo giammai in “io devo chiudere gli occhi!”. Eppure, è proprio “diventando ciechi” che si impara a vedere. La Beata Anna Maria Taigi, nella “facinorosa” contemplazione eucaristica scorgeva persino alcuni avvenimenti mondiali.

Il significato di ciò che siamo lo troviamo in noi, non a scuola, nei quotidiani, dal prete, dallo psicologo o dallo scienziato. Lo troviamo dentro di noi.
Il bisogno che sentiamo di notizie e ricette per evolverci e “migliorare”, è limitativo, del tutto relativo a uno spiacevole “effetto ottico” dovuto ad un insospettabile malfunzionamento interno della razionale intelligenza.

 

Invece di cercare informazioni,
cerchiamo l’Amore,
e troveremo l’Essenza!

 

 

Ogni risposta sta lì.

Tuttavia… l’amore è un sentimento!

Per cavare risposte concettuali da uno “stupido” sentimento, bisogna uscire una volta per tutte dal linguaggio della mente, la quale ama offrire magnifiche e “pragmatiche” soluzioni per tenerci al guinzaglio.

 

Si trovi il coraggio di metterle da parte!

 

È necessario che impariamo a collegarci e ricollegarci all’essenza spirituale di noi stessi, facendo tacere i piccoli “scientifici” pensieri. Bisogna imparare a vivere le cose semplicemente accettandole,  senza logorare l’anima con inutili oppure geniali pasticci verbali!

Se non umilieremo il cuore e le sue mozioni “senza senso”, la prima delle quali è L’ACCETTAZIONE INCONDIZIONATA, un’arresa senza confini, una chiusura totale e definitiva al non-sè, l’illuminazione verrà! Una cosa ci porterà verso un’altra e così di seguito. Dopo qualche tempo di questo strano training, ci renderemo conto di non avere più le stesse percezioni, che non abbiamo più la stessa concezione di noi stessi e delle esperienze che viviamo. Qualcosa è cambiato.

Allorchè ci saremo stabilizzati in noi stessi – in alleanza con lo Spirito – progrediremo enormemente. Acquisiremo il controllo del nostro corpo fisico, mentale ed emozionale, e questo non attraverso una dottrina imparata perfettamente a memoria, bensì attraverso una “fusione animica” con la parte più profonda di noi. NELL’AMORE E SOLO NELL’AMORE inizia il processo di allineamento della nostra volontà con la volontà di Dio, mettendo di conseguenza da parte il programma dell’ego.

Per chiarire, la struttura piccola e meschina dell’ego non si allontana con le catechesi e le lectio divine, A MENO CHE le catechesi non modifichino la struttura di Amore della mente, il che si realizza ben difficilmente, giacchè il cuore ben raramente sta nella testa.

In genere bisogna essere già avanti nel sentiero per permettere a una sola giusta parola di spingerci “oltre la soglia”; Gesù fu per alcuni proprio questa “gomitata”. E questa “porta”. Ma per altri fu solo una fiaccola, per altri ancora un fastidio.

Tutti gli insegnamenti, per quanto validi siano, hanno per definizione una origine esterna, e se è esterna, è chiaro che l’essere interiore si mostrerà prima o poi “scoperto”, cioè vulnerabile. E’ su questi “buchi” che i demoni nonchè la debolezza umana si aggrappano per riportare l’ego alla guida del corpo umano, ed è per questi vuoti perpetuamente possibili che non ci si stancherà mai di consigliare di cercare il Maestro dentro di sé nel Signor Amore prima ancora che in un sacro libro, luogo santo o divina persona. Queste cose possono invero dare una forte spinta nel cammino verso l’illuminazione, ma presentano l’insuperabile difetto di agire dall’esterno. Lo Spirito di Dio, invece, agisce dall’interno, ed ha il potere in se stesso di dare l’illuminazione tutta in una volta (pur con il dovuto personale e profondo lavoro di “depurazione” che preparò San Paolo e il buon ladrone ad un subitaneo ingresso nel Regno).

L’illuminazione, riassumendo, è questo: la riunione definitiva del “diviso” col sorgere della coscienza solare nel sé.
La pienissima coscienza della Vita (adattata alla capienza individuale) scenderà nella materia in tutte le nostre cellule – a cominciare da quella del cuore – e, da lì, impregnerà come un olio tutto il “sistema nervoso”, il quale si scoprirà stranamente diretto dall’evanescenza di un “profumo” piuttosto che di un inossidabile concetto, ciò che era abituato a fare prima.

 

appuntoE’ a questo punto che la luce si smette di prenderla a prestito da qualche cosa di esterno e si comincia a “tesserla” da sè.

 

Si è usciti dalla nostra vecchia umanità per integrare la nostra “divinità”, la quale altro non è che l’umanità per come la pensò Dio al principio del tempo. Il vecchio abito cadrà letteralmente in polvere e improvvisamente vedremo la nostra nudità, quindi la nostra realtà! Sarà una vera fortuna, una vera occasione per noi! Se perciò si comincia a sentire che il vecchio aspetto sfugge via, non si cerchi di riprenderlo! Non si cerchi affatto di trattenerlo per ogni evenienza, “in caso che”! Quello che è stato non sarà più, quello che siamo stati non lo saremo più.

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