Kiko Arguello: conversione dall’ateismo

Kiko Arguello,
il fondatore del Cammino Neocatecumenale,
era stato destinato da Satana a suicidarsi!

Storia fino al momento della sua conversione

«Già all’accademia di Belle Arti ebbi una crisi esistenziale. Mi resi conto che la fede che mi avevano inculcato i miei genitori – i miei genitori sono cattolici – non mi era sufficiente; come ogni giovane, mi ponevo molte domande: “come è possibile che viviamo in un mondo pieno di ingiustizie, quando abbiamo dentro un desiderio di giustizia?” Questo mi portò a cercare altre strade. Abbandonai completamente la pratica della Chiesa. L’ambiente all’Accademia era tutto di “sinistra”, di tipo ateo marxista; ma non sono mai stato comunista perché io dicevo ai miei amici che erano comunisti: “non capisco come voi potete pensare ad un paradiso comunista dove non ci siano ingiustizie, quando non date una risposta alla storia, ad un uomo che in una barca, come ad esempio un negro che è stato preso in Africa per renderlo schiavo, muore per un ingiustizia…”, così dubitavo…

«Avevo una formazione molto debole: il catechismo della Prima Comunione, dopo a Scuola una materia che si chiamava Religione, ma non era sufficiente per tutta la problematica che avevo dentro di tipo filosofico-esistenziale: Chi sono io, chi mi ha creato, perché viviamo? Non trovavo sufficiente risposta. In fondo, vedevo che gli altri cristiani, attraverso ciò che facevano, non rispondevano sufficientemente alla problematica che io avevo in quel momento.

«Intanto frequentavo un gruppo teatrale universitario ed attraverso il teatro entrai in contatto con la filosofia di Sartre (“La porta chiusa”, “Le mosche”, eccetera..) ed in fondo Sartre dava una risposta: che il mondo è assurdo, tutto è assurdo; cioè che noi abbiamo un sentimento di giustizia ma viviamo in un mondo di ingiustizia perché tutto è assurdo. Cercai di vivere questa realtà in forma cosciente, diciamo così: “esistenzialmente Dio non esiste, se Dio non esiste, devo accettare che una volta io non esistevo, che ora esisto e che domani non esisterò, senza necessità di inventarmi nessun aldilà, né nessuna cosa superiore.” Cercai di vivere con questa idea la realtà da ateo; non ci pensavo più e cercai di vivere dedicandomi all’arte. Presi un premio nazionale e andai in televisione; ma tutto ciò non mi dava niente. Mi domandavo: “ma la gente come riesce a vivere se io non riesco a vivere?” “Perché vivi? Chi ti ha creato? Siamo soli nell’universo?” Ed in questa scelta, in questa crisi esistenziale molto forte, ebbi un aiuto. C’è un filosofo che si chiama Bergson che dice che l’intuizione è un mezzo di conoscenza superiore alla ragione. In qualche modo questo fu per me una piccola luce. Dico: “supponiamo che Bergson ha ragione e che l’intuizione è una forma, più profonda della propria ragione, per arrivare alla verità.” E, sorpreso, scoprii che in fondo la mia intuizione di artista non accettava l’assurdo dell’esistenza; mi rendevo conto che nella bellezza di un albero, nella bellezza delle cose, c’è qualcosa che non può essere assurdo. Allora, se l’assurdo non è la verità, se c’è una ragione di essere – questo è il passo seguente – allora qualcuno ci ha creati. Allora chiamai questo Qualcuno: “se esisti, se c’è un Dio che mi ha creato, parlami, dimmi chi sono, che cosa devo fare nella vita.” E chiamando Dio ebbi un incontro con Dio molto profondo, nel fondo del mio essere. Mi ricordo che notai qualcosa che mi succedeva dentro; mi ricordo che piangevo, piangevo, mi uscivano lacrime senza fermarsi, ed ero sorpreso: perché piango? Mi resi conto che è come una persona che l’hanno condannata a morte che l’ammazzano e, quando l’ammazzano all’improvviso gli dicono: “Sei libero!” Perché in quel momento io ero nato di nuovo, perché Dio esisteva, qualcosa mi diceva dentro che Dio mi amava. E la cosa più sorprendente… perché, in fondo, io ero cosciente che la mia crisi mi avrebbe potuto uccidere, vivevo in modo vegetativo, mi alzavo e dicevo: “per cosa vivere? Per dipingere?”. E dipingere perché? Per guadagnare denaro. E guadagnare denaro perché? Se niente mi soddisfa?.” Sapevo che presto o tardi mi sarei ucciso».

Firma finta per nac3

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