Pillola n.22 contro la filosofia atea

 

L'ateo sa bene che, se si vuole scoprire la verità, una "mentalità aperta" è un requisito indispensabile.
Egli sa altrettanto bene che la migliore apertura d'intelletto si consegue applicando il metodo galileiano, no di certo il metodo di ricerca della filosofia, qualora questa pseudodisciplina ne dovesse avere uno!

Lo splendente ateo osserva che a filosofia studenti e professori si aggrappano appassionatamente alle proprie idee soltanto soggettive, con fare sorprendentemente orgoglioso, "…e una analisi seria del mondo è difficile se non impossibile", conclude.

Questa specie di ateo, evidentemente, non ha frequentato neppure per un pò un corso di laurea in filosofia!
In filosofia si discute e ci si confronta molto più che negli ambienti scientifici, in quanto la presunta oggettività dello scienziato castra ogni discussione in germoglio!
Tra i filosofi, è vero, c'è molta più soggettività, ma proprio per questo compare anche più umanità ed apertura sul piano delle idee; ognuno sa bene di portare una propria bandiera, e non se ne vergogna!
Invece dove regna l'oggettività assoluta, l'autoconsapevolezza singolare e di gruppo è ridotta a un sussurro, in quanto "col fatto non si discute". "Con la scienza non si discute". E, non discutendo, ma "osservando" come passivi recettori dei fatti quotidiani, i cittadini assumono un atteggiamento veramente "scientifico", cioè supino nei confronti del dottore di turno.

Tra l'Oggettività Scientifica e la Soggettività Spirituale, è a casa della seconda che si può liberamente gustare la creatività di una discussione sui massimi sistemi, allorquando invitati al tempio della Scienza ci si siederà compiti ad una tavola del tutto morigerata.

Firma finta per nac3

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